Prima lezione del corso ABC della macrobiotica a Cervignano del Friuli: ricette primaverili e grandi basi della macrobiotica.
Abbiamo iniziato con una preparazione essenziale, una di quelle che non devono mai mancare: la zuppa di miso.
Partenza a freddo: carota, cipolla e sedano tagliati con attenzione, acqua in pentola e tutto insieme fino a bollore. Poi sobbollitura per circa 10 minuti e spegnimento della fiamma.
A temperatura più bassa, senza bollore, ho prelevato un mestolo di brodo e sciolto un cucchiaino di miso (di riso e fagioli borlotti, produzione italiana di @salviafood). Una volta ben stemperato, l’ho reintegrato nella zuppa.Servita con un tocco finale di foglioline di ravanello.
A seguire, il cereale per eccellenza: riso integrale Rosa Marchetti.
Risciacquato accuratamente sotto acqua corrente per eliminare le impurità, poi cotto per assorbimento in rapporto 1:2 (una parte di riso e due di acqua), con coperchio ben chiuso.Portato a bollore a fuoco vivace, poi lasciato cuocere al minimo per 45–50 minuti, fino a completo assorbimento dell’acqua: una cottura lenta, che restituisce al chicco la sua vitalità originaria.A fine cottura, insaporito con zenzero grattugiato scaldato in olio extravergine di oliva e completato con salsa shoyu.
Per la parte dei legumi: fagioli azuki, piccoli ma preziosi, noti per il loro effetto equilibrante, l’alta digeribilità e le ottime proprietà nutrizionali. Preferibilmente da coltivazioni italiane. Lasciati in ammollo tutta la notte, poi scolati e cotti in acqua fresca (circa il doppio del loro volume), sempre a coperchio chiuso, per 45–50 minuti. Una volta pronti, conditi con un filo di olio extravergine di oliva, cipolla stufata e rosmarino tritato.
Per le verdure: stufato di radici, con ramolaccio (a fine stagione), barbabietola e ravanello.
Tagliate a cubetti e disposte a strati, aggiungendo un pizzico di sale tra uno strato e l’altro. Cottura a fuoco basso, con coperchio ben chiuso, senza mai mescolare: un processo lento, centrante. In base al taglio, circa 30–35 minuti di cottura. A fine preparazione, un filo di olio extravergine di oliva e una spolverata di gomasio per completare il piatto.
