Seconda Lezione – 23 Febbraio 2026
Corso Avanzato – La Bussola Macrobiotica
La lezione di ieri è stata dedicata alla comprensione profonda dello Yin e dello Yang: energie apparentemente contrapposte ma in realtà complementari, dinamiche, inseparabili, parte curata dall’insegnante Clelia
Abbiamo lavorato con esempi concreti, osservazioni, esercizi pratici per il quotidiano.
Come riconoscere un eccesso di Yin?
Come riportare centratura quando siamo troppo Yang?
Come portare equilibrio nelle scelte di ogni giorno, non solo nel piatto ma anche nei ritmi, nel modo di cucinare, nel modo di pensare?
La cucina è diventata laboratorio pratico di questo bilanciamento.
Il cereale: Avena decorticata @salviafood
Ho scelto l’avena decorticata di @salviafood, lasciata in ammollo per 2 ore.
Successivamente l’ho cotta con 2,5 volumi di acqua, coperchio ben chiuso e fuoco al minimo per 30/35 minuti, senza mai mescolare, lasciando che il chicco si aprisse lentamente e in modo naturale.
Un cereale dolce, leggermente Yang nella sua struttura ma con una qualità morbida che nutre senza irrigidire.
A fine cottura l’ho mantecata con una crema di cavolo rapa.
Il cavolo rapa, per molti una scoperta, è un ortaggio ricchissimo di vitamina C, addirittura superiore all’arancia a parità di peso. È leggero e molto digeribile pur appartenendo alla famiglia delle crucifere. Il suo sapore delicato, leggermente dolce, lo rende perfetto per creare creme naturali e vellutate senza appesantire.
L’ho cotto a vapore per 20 minuti e poi frullato con la sua acqua di cottura e un pizzico di sale. La crema ottenuta ha avvolto l’avena rendendola morbida, armoniosa e perfettamente bilanciata.
Il legume: Fagioli rossi
I fagioli rossi sono stati lasciati in ammollo tutta la notte.
La mattina ho eliminato l’acqua di ammollo, aggiunto acqua nuova e un pezzetto di alga kombu, quindi li ho cotti per circa 30 minuti.
A fine cottura li ho insaporiti con cipolla e salvia, che hanno donato una nota aromatica calda e avvolgente.
Un legume più Yang rispetto ad altri, profondo, strutturante, capace di dare radicamento e forza.
La verdura: Porro all’umeboshi
Il porro è stato tagliato seguendo la sua natura, rispettandone la fibra.
L’ho messo in una pentola dal fondo spesso, coperto con il coperchio e lasciato stufare dolcemente nel suo stesso liquido.
Nel frattempo ho stemperato la purea di umeboshi — quelle prugne fermentate così preziose nella cucina macrobiotica, utilizzate non solo come alimento ma anche come rimedio naturale.
L’umeboshi è conosciuta per le sue proprietà alcalinizzanti, per il sostegno alla digestione, per l’azione benefica su fegato e intestino e per l’aiuto nei momenti di stanchezza. La sua energia fortemente contrattiva e centrante ha bilanciato la dolcezza più espansiva del porro.
Il contorno e la bevanda
A completare il pasto ho servito alghe nori tostate direttamente sulla fiamma, croccanti e minerali, e tè sencha, dalle foglie profumate e dall’aroma fresco e pulito, capace di armonizzare e accompagnare l’intero pasto.
In questa seconda lezione abbiamo osservato come Yin e Yang non siano “opposti che si combattono”, ma movimenti che si trasformano l’uno nell’altro.
Nel piatto abbiamo cercato questo equilibrio:
la morbidezza dell’avena, la struttura dei fagioli rossi, la nota centrante dell’umeboshi, la leggerezza del cavolo rapa.
La macrobiotica avanzata è questo:
osservare, comprendere, bilanciare.
E portare tutto questo nella vita di ogni giorno.
La Dimora di Ale
