🧘♀️ Diario del Ritiro “Ritrova Te Stesso”
Tenuta Pantaleo – Tre Fontane (TP) | 25–27 luglio 2025
Organizzato da La Dimora di Ale (cuoca olistica) e Clelia Bolzon (insegnante teorica)
GIORNO 1 — Ritrovarsi nel silenzio. Il primo respiro insieme
Il ritiro è iniziato nel cuore dell’aranceto, con un cerchio di apertura: ognuno ha condiviso il proprio bisogno, desiderio, e la domanda “Cosa ti fa sentire a casa?”
Un momento di grande delicatezza e ascolto reciproco.
Abbiamo poi praticato un bodyscan guidato, sdraiati tra gli alberi, lasciandoci attraversare da respiro, corpo, suoni e pensieri. Una vera immersione nella presenza.
Dopo cena ci siamo spostati in spiaggia: camminata lenta, silenziosa e libera, accompagnati solo dal rumore del mare, il vento e la sabbia tra i piedi.
Sotto la luna, ci siamo seduti fronte mare per una diade profonda: uno spazio d’ascolto autentico, senza giudizio.
GIORNO 2 — Ciò che nutre l’anima
All’alba, abbiamo camminato liberamente tra gli uliveti con una domanda nel cuore:
“Cosa mi piace davvero?”
Abbiamo poi praticato la diade e condiviso in cerchio ciò che nutre la nostra anima.
La giornata è proseguita con pratiche di coerenza cardiaca, meditazioni collettive su emozioni e salute, esercizi di contatto e respiro consapevole.
Nel pomeriggio, ci siamo sostenuti a vicenda in esercizi di fiducia e presenza.
Dopo cena, ancora in spiaggia: una potente triade di consapevolezza ha esplorato le diverse parti di noi: il giudice, la parte che vuole coccole, quella che cerca libertà.
Una serata di purificazione, condivisione e identità ritrovata.
GIORNO 3 — Lettera a me stesso: chiudo gli occhi, mi ritrovo
Anche l’ultima mattina si è aperta con una camminata libera all’alba.
In spiaggia, ci siamo distesi per un bagno di sole e meditazione sul corpo: abbiamo ascoltato le voci interiori, abbracciato ogni parte di noi.
Dopo pranzo, abbiamo ritrovato la coerenza del cuore con nuove intenzioni.
Infine, ognuno ha scritto una lettera a sé stesso, con propositi, desideri e promesse da portare nel proprio quotidiano.
Il cerchio si è chiuso, ma qualcosa dentro si è aperto, e continua a vivere.
🥣 Il Cibo che ci ha nutrito — Cucina Macrobiotica, Locale, Consapevole
GIORNO 1 — Dolcezza e radici
Merenda di benvenuto: kanten di melone giallo (rinfrescante, leggero, non troppo freddo)
Cena: zuppa di cicerchie e zucca autoprodotta, insalata spadellata, piadina con farina di Madonita bio (Molini del Ponte), rosmarino, salvia e semi di zucca
Snack serale in spiaggia: tortino di miglio con crema di mandorle
GIORNO 2 — Sapori antichi, gesti nuovi
Colazione: orzo cotto con bevanda vegetale di mandorle, crema tahin e pesche
Merenda mattina: pane homemade con farina di Tumminia bio, olive Triolo, pomodori secchi
Pranzo: busiate di Tumminia con zucchine e purea di fave, cetrioli pressati con acidulato di riso e semi di girasole
Merenda pomeriggio: crema in stile panna cotta con bevanda d’avena, agar agar, mandorle tostate e uva
Cena: zuppa di lenticchie nere e tenerumi con miso di riso, cipolle di Partanna al forno con origano, cracker ai sei semi
Snack serale: biscotti di Tumminia dolcificati con malto di riso, farina di mandorle, scorza di limone + tè Bancha
GIORNO 3 — Gratitudine e libertà
Colazione in spiaggia: porridge di fiocchi d’avena, crema di mandorle e pesche
Pranzo: polpette di miglio e lenticchie rosse con verdure, insalata mista con carote, cipolla di Partanna e zucchine al forno
Condimenti: salsa umeboshi + tahin, gomasio (semi di sesamo + sale marino integrale di Trapani)
Merenda finale: libera, secondo l’ascolto di sé
🌿 Ingredienti locali e biologici
Frutta e verdura da “Tesori della Terra” (Castelvetrano – bio, sfuso, km zero)
Raccolta diretta di alcuni ortaggi dal nostro B&B
Farine antiche siciliane (Madonita, Tumminia – Molini del Ponte)
Presìdi Slow Food locali (cipolla di Partanna)
Bevande vegetali naturali, dolcificanti macrobiotici, spezie e semi integrali
💚 Una cucina che cura
Ogni piatto è stato pensato per portare equilibrio, secondo i principi della macrobiotica: stagionalità, semplicità, cotture bilanciate, assenza di zucchero, connessione con il territorio.
Ma soprattutto… amore, presenza e ascolto.
